Pompei_-_gli_amanti_ridotto4.png

 

Quanto siamo abituati a cogliere la "bellezza collaterale" delle cose, degli eventi, delle esperienze, anche quelle più perturbanti e drammatiche, quelle che espongono al disorientamento e alla sconfitta, all’isolamento e alla rinuncia? Quanto siamo assuefatti a una logica dello smacco e della perdita tanto da non riuscire a cogliere il buono e il bello che – imprevedibilmente e in forma inedita – possono nascondersi nelle pieghe di esperienze di crisi e di emergenza (se non di vera e propria catastrofe), quella bellezza accidentale che non abbiamo cercato ma che forse era nascosta e germogliava nella crisi, nella paura, nella sofferenza, nella solitudine? Quanto e in che modo può essere possibile fare tesoro delle evenienze drammatiche che, spesso all’improvviso, colpiscono singoli e collettività, imparando a ricercare la bellezza nella catastrofe, il progetto nella sconfitta, la soluzione nella dissoluzione? Imparando, cioè, a trasformare il dolore in crescita, la perdita in nuove opportunità, l’isolamento sociale in riscoperta di relazioni affettive dimenticate o date per scontate?

In questo numero della Rivista – a margine dell’esperienza pandemica che ha segnato e sta segnando questo nuovo decennio del 2000 – chiediamo agli Autori di aiutarci a riflettere sul ruolo che la pedagogia può svolgere nella capacità di dare valore a quella “bellezza collaterale” che proprio la formazione può aiutarci a trovare, per esempio, in situazioni come quelle ingenerate dal confinamento conseguente alla situazione pandemica: nell'impossibilità di relazioni sociali allargate, riscoprire il bello del rapporto di coppia e di famiglia; nel tempo improvvisamente vuoto, la possibilità di momenti di riappropiazione di un tempo personale, di riflessione e di confronto con se stessi; nella mancanza di occasioni culturali, formative, ricreative, la preziosità di un libro "dimenticato"; nella tentazione di una chiusura egoistica a salvaguardia del proprio benessere personale, l'evidente bellezza di atti di genereoso altruismo ecc.

Una "bellezza collaterale", dunque, da attivare nella diversificata pluralità che contraddistingue l'umano, nella molteplicità dei tempi e dei luoghi di vita, nella ricchezza di saperi, affetti, emozioni, valori "generati" proprio in quei passaggi esistenziali spesso segnati da smarrimento, isolamento e perdita. 

 

Scadenze:

Presentazione abstract (solo all’indirizzo mail metis@progedit.com): 10 Giugno 2021

Sottomissione proposte (solo attraverso piattaforma OJS della Rivsta): 30 Ottobre 2021

Pubblicazione: Dicembre 2021