Cuori spezzati. L’odio e la violenza narrati attraverso la letteratura per l’infanzia e per ragazzi

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Maria Teresa Trisciuzzi

Abstract

La ricerca del sé e della propria identità viene vissuta dai bambini e dai ragazzi come una grande fatica, avvertendola sia dentro che fuori la famiglia e la scuola. I conflitti verbali e fisici, attraverso atti di bullismo e di cyberbullismo (Chadwick, 2014), segnano i giovani, sia che essi siano vittime, sia che siano bulli (Viljoen, O’Neill & Sidhu, 2005; Burgio, 2012; Trisciuzzi, 2018b). L’odio e la violenza appresi tra le pareti domestiche, tra le mura scolastiche e nei viaggi sui social, si introducono in maniera feroce e crudele nella vita dei giovani, cambiandone il modo di vivere e di comunicare con gli altri.


La diffusione di odio e di violenza fisica e psicologica può essere definita “inquinamento emotivo”, attraverso cui i sentimenti e le emozioni dei bambini, dei ragazzi e di chi li circonda vengono contaminati (Contini, 1992; Dato, 2004; Loiodice, 2004; Fabbri, 2008). Lo sguardo e i cuori delle infanzie narrate nella letteratura per l’infanzia restano aggrappati alla speranza e alla bellezza, trasmettendole ai lettori, avidi oggi di trovare orizzonti e sogni da realizzare. L’indagine esamina le rappresentazioni letterarie e filmiche in cui disagio e violenza sono protagonisti, la loro interpretazione pedagogica e la rilevanza nella letteratura per l’infanzia.

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Sezione
Saggi