Vivere per creare, dipingere per non perdere il senno. La complessa storyboard di Charlotte Salomon

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Angela Articoni

Abstract

Il talento di Charlotte Salomon, giovane artista ebrea berlinese, prende forma durante il nazismo. La sua vicenda artistica si concentra in una sola opera, Vita? O teatro?, con cui l’autrice ripercorre la propria vita, in uno stile che fa incontrare la pittura con il fumetto, il cinema, la musica. Un’opera d’arte totale perché si incarna e si incardina nella sua stessa vita, e l’unica Gesamtkunstwerk è quella dove l’opera è un’estensione della propria esistenza, dove tutto diviene arte. L’opera di Salomon è molto più di un diario: è un modo per elaborare la sofferenza e il lutto, è uno stratagemma per reagire ed esorcizzare il dolore nella follia della Germania nazista. È un “graphic novel” che ibrida codici e linguaggi, di potenza espressiva debordante, in cui ogni tavola fa storia a sé, è una memoria messa in scena; è l’osceno privato e pubblico del Novecento trattato ed elaborato in parole, immagini e musica, con personaggi, dialoghi, fratture, cambi di prospettive.


 

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Sezione
ExOrdium