Educare nell'era algoritmica: pedagogia, vulnerabilità e giustizia sociale

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Rossana Adele Rossi

Abstract

Nel tempo in cui l’intelligenza artificiale e le tecnologie algoritmiche ridisegnano le coordinate dell’umano, l’educazione è chiamata a interrogarsi sulle nuove forme di esclusione e di vulnerabilità che emergono dall’intreccio tra potere digitale, controllo dei dati e disuguaglianze cognitive. Il paradigma tecno-scientifico, pur generando inedite possibilità di conoscenza e connessione, produce al contempo processi di disumanizzazione e marginalità simbolica che incidono sulla formazione dei soggetti e sulla costruzione del sé. L’articolo propone una riflessione pedagogica critica sull’era algoritmica come spazio in cui si ridefiniscono i confini della libertà, della responsabilità e della giustizia educativa. Muovendo dal concetto di giustizia digitale come principio di equità e riconoscimento nell’ecosistema tecnologico, si evidenzia la necessità di una pedagogia della vulnerabilità capace di restituire centralità all’esperienza, al pensiero critico e alla relazione educativa come luoghi di resistenza all’omologazione algoritmica. L’obiettivo è delineare un modello teorico di educazione emancipativa e inclusiva che, attraverso l’etica della cura e della complessità, promuova una cittadinanza consapevole e responsabile, in grado di abitare con coscienza critica le ambivalenze del digitale e di restituire all’umano la sua dimensione riflessiva, relazionale e politica.

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Sezione
Miscellanea