Tra le pieghe e le piaghe dei conflitti alle radici dei grovigli eco-tecnologici delle società avanzate: prospettive pedagogiche a partire dalla catastrofe umanitaria della società congolese funestata dalla guerra del Coltan
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Abstract
I grovigli eco-tecnologici delle società avanzate generano,
perlopiù lungo le rotte degli e-waste consumati in Occidente, in
India e altrove, collettività che vivono ai limiti della sussistenza
raccogliendo rifiuti tecnologici “di scarto”. Vi sono, però, anche
vaste comunità, come quella congolese, che soffrono guerre
sanguinosissime e interminabili causate dalle lotte, tra le Grandi
Potenze Mondiali e le Grandi Multinazionali che agiscono “per
procura”, per l’approvvigionamento delle preziose risorse di
Coltan, minerale preziosissimo che è utilizzato per la fabbricazione
di artefatti tecnologici di essenziale importanza per il “mondo
civilizzato”: dai telefonini ai missili. Come promuovere in
Occidente processi formativi di coscientizzazione nei confronti dei
drammatici “fondamenti materiali” dei “mondi virtuali”, in
un’ottica di co-responsabilità verso una collettività planetaria intesa
come “comunità di destino” (Ceruti, 2019; Morin, 1996)? Come
agire per ricostruire, in prospettiva pedagogico-emergenziale
(Annacontini, Vaccarelli & Zizioli, 2022), il tessuto sociale della
collettività congolese, sfibrato e dissanguato da una guerra
interminabile perché alimentata dalla necessità di “sostenere” lo
sviluppo tecnologico delle “società avanzate”? Il presente
contributo si propone di affrontare tali interrogativi.
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