Promuovere l’immaginazione civica negli adolescenti. Un approccio partecipativo digitale visuale

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Paola Dusi
Francesco Vittori
Maria Mori

Abstract

Nella network society, adolescenti e giovani sono quotidianamente esposti all’azione delle macchine della dis-immaginazione che popolano l’infosfera: dispositivi al servizio del mercato, generatori di dipendenza e disintegrazione sociale. In questo scenario, promuovere un’alfabetizzazione digitale e visuale orientata a un’immaginazione civica rappresenta una sfida educativa cruciale. La finalità è quella di ampliare lo spazio dell’agency adolescenziale, offrendo idee, metodi e strumenti per costruire narrazioni alternative rispetto alla “pedagogia pubblica” del mercato, volta a indirizzare i processi di soggettivazione e a limitare quelli partecipativi. Il contributo è dedicato al cellphilming, una tecnica partecipativa visuale e una pratica educativa estetica e digitale che restituisce alle nuove generazioni il controllo sulla propria immaginazione e sul processo creativo, sulla rappresentazione di sé, dando loro voce attraverso prodotti multimediali condivisibili nel wild, wide web.

Dettagli dell'articolo

Sezione
Saggi
Biografie autore

Paola Dusi, University of Verona

Paola Dusi (PhD), Professoressa Ordinaria di Pedagogia generale e sociale presso l'Università degli Studi di Verona. Si occupa di prospettive interculturali e decoloniali, il pensiero deficitario, l'intersezionalità, la soggettivazione e l'inclusione scolastica. Studia inoltre l'educazione degli adolescenti e le alfabetizzazioni visive/digitali, le relazioni scuola-famiglia-comunità e sviluppa una fenomenologia del riconoscimento per esplorare l'identità, l'appartenenza e l'equità nelle società super-diverse.

Francesco Vittori, University of Verona

Francesco Vittori è assegnista di ricerca presso l'Università degli Studi di Verona (Dipartimento di Scienze Umane) in Pedagogia generale e sociale (PAED-01/A). Il suo lavoro di ricerca attraversa e intreccia la pedagogia critica e sociale, gli studi di genere e intersezionali, la formazione alla cittadinanza ecologica, le pratiche di consumo-produzione sostenibili, l’agroecologia come paradigma trasformativo e la digital education. 

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