Performatività ed erotizzazione dell'infanzia nei media

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Grazia Romanazzi Tommaso Farina

Abstract

Nell’era dell’iper-connettività, le vite personali hanno assunto la dimensione globale di “esistenze accelerate” in uno spazio-tempo caratterizzato dall’intensità dei flussi di comunicazione. Pertanto, non conta più “essere”, quanto “esserci”, rendendo pubblico il proprio privato. Un bisogno artificiale e artificioso, che concerne il significato simbolico e culturale della performance, attraverso la messinscena “del proprio corpo, dei propri sentimenti, dei propri desideri”. Il concetto di performatività mediatica, in ordine a tali tematiche, permette di decifrare i contenuti simbolici delle attuali forme di interazione, comunicazione e produzione di significato.


Narcisismo, spettacolarizzazione e performatività hanno “deviato” anche l’infanzia, spesso defraudata della sua fisiologica e sana peculiarità, e, paradossalmente, adultizzata da una società di eterni adolescenti. A pagarne lo scotto maggiore sono le bambine, penalizzate, viepiù, dall’essere femmine: oggetto di un processo di erotizzazione dell’immagine e dell’identità; protagoniste di percorsi educativi e formativi modellati sugli stereotipi di genere; destinatarie di un marketing pubblicitario sessista e sessualizzato.

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Sezione
ExOrdium