De-formarsi per esistere. Il valore pedagogico della crisi nel romanzo di Wu Ming 1

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Anna Paola Paiano

Abstract

Il Bildungsroman tradizionale (Castle, 2006) ha veicolato un modello di formazione individuale coerente con le esigenze di una modernità borghese: un “compromesso vivente” tra interiorità e mobilità sociale, in cui la gioventù rappresenta la stagione simbolica della costruzione del sé (Cambi, 2012).  Il romanzo si inserisce così in quella linea che McWilliams ha definito di “contested and renegotiated Bildungsroman”, capace di “esporre piuttosto che sostenere modelli convenzionali di crescita e sviluppo” (McWilliams, 2009, p. vii). Il dispositivo pedagogico della narrazione si dispiega non nel formare, ma nel trasformare: produce soggettività che non si identificano con un destino lineare e si interrogano nel disordine. Gli uomini pesce sovverte questa calma: inserisce nel romanzo “l’effetto perturbante”, spiazza, chiama alla “lettura sul chi vive”. La sua narrazione estroflessa, che vive fuori da sé, disegna uno spazio pedagogico liminale in cui la formazione non è trasmissione di valori, ma gesto critico, attraversamento del trauma, possibilità di un pensiero anfibio tra terra e acqua, corpo e territorio, storia e memoria.  In un’epoca dominata da frammenti narrativi brevissimi e algoritmici, Gli uomini pesce chiede tempo, attenzione, resistenza.

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Sezione
Saggi

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